3 motivi per vedere: The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine

Per sera ho visto in anteprima l’ultimo film di Ridley Scott, The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, nelle sale italiane da oggi, 26 agosto. È un film che racconta una realtà che, a differenza di tanti scenari fantascientifici della lunghissima carriera del regista, oggi non appare più così remota e improbabile.

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(L-R) Jacob Elordi as Hig and Margaret Qualley as Cima in The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine. Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Tratto dal romanzo Le stelle del cane di Peter Heller, pubblicato nel 2012 e uscito in Italia per Bompiani, il film arriva in un momento quanto mai attuale, in un mondo segnato da guerre sempre più vicine a noi e da regimi autoritari che stanno contaminando anche democrazie liberali secolari. Se a questo aggiungiamo un’epidemia che decima l’umanità, possiamo dire che il romanzo era davvero profetico, mentre il film si avvicina con forza drammatica all’imbuto nel quale sembra convergere la nostra storia contemporanea.

Primo motivo: prendere coscienza per reagire

Uno dei modi per combattere un destino apparentemente ineluttabile è prenderne coscienza. Il film, ambientato in un 2035 devastato da un’epidemia influenzale e da una malattia del sangue che ha colpito i sopravvissuti, non offre consolazioni facili, ma nemmeno un pessimismo totale. Lo stesso Ridley Scott lo ha definito una sorta di parabola su come la desolazione porti alla solitudine e su come si possa ritrovare un legame con il mondo naturale.

Secondo motivo: quattro maschere di fronte al disastro

Lo straordinario cast dei quattro attori principali, Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley e Guy Pearce, interpreta quattro modi diversi di affrontare una prospettiva disperante. Hig, il pilota interpretato da Elordi, porta il peso del lutto ma resta compassionevole. Bangley, il militare di Brolin, ha trasformato il dolore in un pragmatismo armato e diffidente. Pops, il patriarca di Pearce, ha ridotto la sopravvivenza alla sua essenza più vigile e chiusa. Sua figlia Cima, interpretata da Qualley, incarna invece la saggezza della sopravvivenza senza aver perso la dolcezza.

Terzo motivo: un pezzo d’Italia sullo schermo

Il terzo motivo è tutto per gli spettatori italiani: gran parte del film è stato girato in Italia, tra Cinecittà, il Parco Nazionale del Circeo, il Pian del Cansiglio e diverse location tra le province di Udine e L’Aquila. Le splendide Dolomiti, in particolare, prestano il loro volto alle Montagne Rocciose del Colorado in cui è ambientata la storia, regalando al film alcune delle inquadrature aeree più suggestive, girate da elicottero con un pilota australiano specializzato in manovre con il Cessna, lo stesso aereo che nella storia diventa quasi un personaggio a sé, il miracolo di meccanica che permette a Hig di ammirare una natura ormai riappropriatasi della terra dopo la breve parentesi della presenza umana. E poi c’è Jasper, il cane, interpretato nel film da tre diversi esemplari addestrati vicino a Roma, ultimo essere capace di un amore e di una fedeltà assoluta verso il proprio compagno umano.

Un film che appare come un vero manifesto politico di Ridley Scott, che vede nella comunità mennonita guidata da Aaron (Benedict Wong) un ritorno alla semplicità e alla naturalezza, come unica possibilità di rinascita per una nuova umanità.

La regia di Ridley Scott, ancora una volta corale

Sul set, Scott ha lavorato come sempre con più macchine da presa contemporaneamente, anche sei o otto insieme, per lasciare agli attori la libertà di vivere la scena in un’unica ripresa continua, senza dover ripetere lo stesso ciak da più angolazioni. Un metodo che, a detta di Josh Brolin, all’inizio spiazza ma che alla fine crea una dipendenza quasi fisica dal set. Jacob Elordi ha raccontato di aver girato le scene con il cane Jasper insieme a Raksha, un pastore belga Malinois addestrato a muoversi in autonomia davanti alla macchina da presa, aggiungendo imprevedibilità e verità a ogni inquadratura.

Una colonna sonora registrata ad Abbey Road

Le musiche sono firmate da Harry Gregson-Williams, all’ottava collaborazione con Ridley Scott dopo Il Gladiatore II e Sopravvissuto – The Martian. La partitura, registrata alla fine del 2025 agli Abbey Road Studios di Londra con una grande sezione d’archi, alterna un tema principale caldo e speranzoso a episodi più minacciosi e viscerali, arricchiti da percussioni etniche e da tecniche estese di clarinetto basso e controfagotto per le scene più inquietanti.

The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, diretto da Ridley Scott su sceneggiatura di Mark L. Smith, con le musiche di Harry Gregson-Williams, è nelle sale italiane e in IMAX dal 26 agosto 2026.


Il voto dello Spettatore Curioso

★★★★☆ (4/5)

Un film che unisce spettacolo e riflessione, capace di parlare al presente senza mai scadere nella retorica apocalittica già vista. Consigliato, soprattutto in sala e in IMAX.

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