C’è un momento, verso la metà del film, in cui ti accorgi che stai trattenendo il respiro. Non per il Mandalorian, l’armatura lo proteggerà, lo sappiamo, ma per quel fagottino verde dagli occhi enormi che gli sta accanto. Ed è esattamente lì che Jon Favreau ha vinto la sua scommessa più importante: portare sul grande schermo, in formato IMAX, una storia che già conoscevamo e farcela sembrare, di nuovo, meravigliosa.

Star Wars: The Mandalorian and Grogu si colloca nell’era tra Il Ritorno dello Jedi e i film sequel. L’Impero è caduto, ma i signori della guerra imperiali si aggirano ancora per la galassia. La Nuova Repubblica ingaggia Din Djarin (Pedro Pascal) per una missione pericolosa, e al suo fianco, inevitabilmente, magnificamente, c’è Grogu.
La storia è firmata da Favreau insieme a Dave Filoni e Noah Kloor. Nel cast, accanto a Pascal, spiccano Sigourney Weaver e Jeremy Allen White.
3 motivi per vederlo
1. I piccoli si prendono la loro rivincita
Grogu non è una spalla. Non in questo film.
Favreau e Filoni lo avevano già annunciato “Grogu ha livellato un po’”, dice il regista ma vederlo in azione è tutt’altra cosa. Il piccolo apprendista jedi-mandaloriano salva letteralmente la vita al suo padre adottivo, e non una volta sola. È un compagno di battaglie nel senso più pieno del termine.
C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in questo capovolgimento. Nell’era in cui i droni ridisegnano i conflitti, in cui le azioni di sabotaggio nelle città contano più degli eserciti corazzati, essere piccoli e veloci diventa un vantaggio decisivo. Grogu e i suoi piccoli alleati incarnano esattamente questa logica: la potenza bruta non è più l’unica moneta di scambio. La guerra, anche quella fantascientifica, ha cambiato forma, e il film lo sa.
È una rivincita generazionale, e fa un certo effetto riconoscerla.
2. Il coraggio vince sempre — e questo ci basta
I mostri che il Mandalorian si trova ad affrontare sono enormi. Numericamente schiaccianti. Apparentemente invincibili.
Eppure Din Djarin ne esce. Sempre.
Potremmo chiamarla formula, e in un certo senso lo è. Ma è la formula che cerchiamo da sempre in questi film, quella per cui paghiamo il biglietto e ci sediamo in sala: la certezza che, per quanto grande possa essere una minaccia, con la giusta dose di coraggio, e con un compagno fidato accanto, si può vincere. Non è ingenuità, è mito. E il mito funziona perché risponde a qualcosa di vero dentro di noi.
Il film non tradisce questa promessa. Anzi, la declina con sequenze d’azione girate in IMAX che ti ricordano perché il cinema in sala esiste ancora. Le stunt sequences, ideate dai coordinatori J.J. Dashnaw e Mandy Kowalski, con la fight choreography di Lateef Crowder, hanno una fisicità e un peso che lo schermo di casa non potrà mai restituire.
3. Sigourney Weaver entra nell’universo Star Wars
E qui bisogna fermarsi un momento.
Sigourney Weaver, Ripley di Alien, Dian Fossey di Gorillas in the Mist, Gwen di Galaxy Quest, approda nella galassia lontana lontana nei panni del Colonnello Ward, ex pilota di X-Wing della generazione della Ribellione. Una donna che ha combattuto tutta la vita per la Repubblica e che non è esattamente entusiasta, almeno all’inizio, di doversi fidare di un cacciatore di taglie in armatura.
La sua presenza cambia la temperatura del film. Porta quella gravitas senza sforzo che le appartiene, ma anche una leggerezza inaspettata, specialmente nei momenti con Grogu, di cui si innamora sulla scena esattamente come ci era già successo a noi. Non è una comparsata onorifica: il Colonnello Ward ha un arco narrativo, una funzione drammatica, e Weaver la abita con quella classe di chi non deve dimostrare nulla a nessuno.
Vederla fare parte di questo universo è uno di quei momenti che, da spettatori, ci fanno sentire fortunati.
Vale la pena andare al cinema?
Sì — e specificamente al cinema, possibilmente in IMAX.
The Mandalorian and Grogu non è una puntata lunga della serie. È un film nel senso più classico del termine: scala, respiro, una storia che giustifica il prezzo del biglietto. Non è perfetto, il secondo atto rallenta un po’, e alcune scelte narrative restano prevedibili, ma quando funziona, funziona davvero.
Il film è diretto con sicurezza, fotografato magnificamente da David Klein e sorretto da una colonna sonora di Ludwig Göransson registrata con un’orchestra di 106 elementi e un coro di 64 voci. Si sente.
Scheda tecnica
| Titolo originale | Star Wars: The Mandalorian and Grogu |
| Regia | Jon Favreau |
| Sceneggiatura | Jon Favreau, Dave Filoni, Noah Kloor |
| Produzione | Kathleen Kennedy, Ian Bryce, Jon Favreau, Dave Filoni |
| Fotografia | David Klein, ASC |
| Musiche | Ludwig Göransson |
| Montaggio | Rachel Goodlett Katz, Dylan Firshein |
| Effetti visivi | John Knoll (ILM) |
| Cast | Pedro Pascal, Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Jonny Coyne |
| Produzione | Lucasfilm / Disney |
| Uscita in Italia | 22 maggio 2026 |
| Formato | IMAX / Scope |
| Durata | n.d. |
| Voto | ★★★☆☆ (3/5) |
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