Il Diavolo Veste Prada 2 – recensione film: affrontare il sequel di un film diventato icona culturale è sempre un’impresa rischiosa. Il Diavolo Veste Prada, quel capolavoro del 2006 con Meryl Streep nei panni di una Miranda Priestly glaciale e magnetica, ha resistito al tempo con una freschezza rara: rivederlo oggi non fa sentire l’odore del passato, ma quello di qualcosa di vivo. Era dunque lecito chiedersi se un secondo capitolo potesse reggere il confronto senza sfigurare, o peggio, senza scalfire il ricordo del primo. La risposta, dopo aver visto l’anteprima, è che Il Diavolo Veste Prada 2 non sfigura. E ci sono tre buoni motivi per andarlo a vedere.

1. Ritrovare i quattro protagonisti vent’anni dopo: un meccanismo che funziona
Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, e il film gioca apertamente con questa rimembranza. Non si tratta di una semplice reunion nostalgia: i personaggi sono invecchiati, si sono evoluti, portano con sé i segni del tempo come farebbe chiunque di noi.
Miranda è ancora rigorosa e temibile, ma più libera, forse perché, come dice la stessa Streep, “col tempo non ci importa più niente”. Andy ha la sicurezza di chi ha fatto le sue scelte e ci ha creduto. Emily ora ha potere ed è deliziosamente consapevole di come esercitarlo. Nigel è ancora lì a darsi da fare in un mondo che cambia intorno a lui. Il meccanismo di ironica rimembranza il vecchio Avatar che incontra il sé presente, sullo schermo funziona davvero, senza scivolare nella parodia né nella malinconia sterile.
Va detto che il film porta sul set anche un cast di nuovi ingressi di primo piano: Kenneth Branagh, Lucy Liu, Justin Theroux, B.J. Novak e, tra i nuovi assistenti, Simone Ashley. Sono loro a dare al sequel quella ventata di contemporaneità che evita alla storia di chiudersi in se stessa.
2. Milano protagonista: uno spot bellissimo per l’Italia
Nel primo film era Parigi a fare da scenografia di lusso al climax della storia. Qui è Milano, e non una Milano qualsiasi, ma quella della Settimana della Moda. Per noi italiani c’è una soddisfazione genuina nel vedere la nostra città ritratta con questa cura visiva: la Galleria Vittorio Emanuele II, l’Accademia di Brera dove si svolge la sfilata di Runway, Villa Arconati, il cortile di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Clerici, Villa Balbiano sul Lago di Como.
E c’è una scena in particolare, Meryl Streep nella Galleria, che Anne Hathaway ha definito “la ripresa più bella che abbia mai visto”, che diventerà sicuramente una di quelle immagini che restano. Il film è visivamente elegante, i costumi firmati da Molly Rogers sono una parata di eccellenza italiana e internazionale (Armani, Prada, Dolce & Gabbana, Fendi, tra gli altri), e Milano ne esce come la capitale della moda e della bellezza che merita di essere raccontata al mondo.
3. Divertente, con ospiti a sorpresa e un piacevole déjà-vu senza ripetizioni pedisseque
Il film funziona anche semplicemente come commedia. David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, la stessa del primo film, hanno costruito una storia che tiene fede allo schema narrativo originale senza ricalcarlo meccanicamente. C’è la pressione del mondo che cambia (il giornalismo cartaceo, le riviste di moda nell’era digitale), c’è la centralità delle relazioni tra i personaggi, e c’è quella vena emotiva che rendeva il primo film più di una semplice storia di moda.
Gli ospiti a sorpresa, che non si possono svelare senza rovinare il piacere della visione, sono di primo livello, e contribuiscono a quei momenti in cui la sala inevitabilmente reagisce. Lo spettatore che conosce il primo film vivrà qualcosa di simile al déjà-vu, ma senza la sensazione di assistere a una copia: è piuttosto come incontrare vecchi amici che nel frattempo hanno vissuto.
Il Diavolo Veste Prada 2 non supera il primo, difficilmente avrebbe potuto, ma non lo tradisce. È cinema che intrattiene con intelligenza, che porta sullo schermo quattro grandi attori che sanno esattamente cosa stanno facendo, e che offre allo spettatore italiano l’orgoglio di vedere Milano raccontata come merita. Non chiedetevi se è all’altezza del predecessore: godetevelo per quello che è.
Il voto dello Spettatore Curioso
★★★☆☆ 3 stelle su 5
Scheda tecnica
Titolo originale: The Devil Wears Prada 2
Regia: David Frankel
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna
Con: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Lucy Liu, Justin Theroux, B.J. Novak, Simone Ashley
Fotografia: Florian Ballhaus
Costumi: Molly Rogers
Paese / Anno: USA, 2026
Distribuzione italiana: The Walt Disney Company Italia
Data di uscita: 29 aprile 2026
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Lo Spettatore Curioso
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