Podcast Episode: Cinema E Rinascita – La settimana dello Spettatore Curioso

Pip: Lo Spettatore Curioso questa settimana si occupa di cose grandi: alieni, eredi assassini e terremoti. Non è una scaletta, è un test del carattere.

Mara: Esatto. I pezzi firmati dallo Spettatore Curioso coprono due territori molto diversi: il cinema, con due uscite in sala, e un reportage a piedi tra Norcia e Amatrice nel decimo anniversario del sisma del 2016.

Pip: Partiamo dal grande schermo.

Spielberg torna agli alieni: il cinema che fa domande

Mara: Disclosure Day è il trentasettesimo film di Spielberg, e la recensione lo inquadra subito come una summa della sua filmografia: non nostalgia, ma il peso consapevole di una carriera costruita attorno a una domanda sola.

Pip: Quale domanda, cinquant’anni dopo?

Mara: La stessa di sempre. La recensione cita l’origine precisa del film: nel 2017 un articolo del New York Times rivelò un programma segreto del Pentagono sugli UAP, con video della Marina. Spielberg lo lesse, e “cominciò a scrivere la storia sulle note del telefono, dal finale all’indietro, come aveva fatto con Incontri ravvicinati.”

Pip: Dal finale all’indietro. Come uno che conosce già la risposta e vuole capire la domanda.

Mara: Emily Blunt interpreta Margaret Fairchild, meteorologa che diventa canale involontario degli alieni. Per il ruolo ha imparato coreano e russo e collaborato con Spielberg per inventare un linguaggio non umano: suoni matematici, schiocchi, ronzii, che lei stessa ha definito “una delle cose più folli che abbia mai fatto.” Josh O’Connor le affianca un ex hacker ossessionato in modo quasi dignitoso da una verità che nessuno vuole sentire.

Pip: Il film vale il cinema, o basta il divano?

Mara: Vale il cinema. La sequenza del treno è stata girata per cinque giorni su ferrovia reale nel New Jersey. Il voto è quattro stelle e mezza. Poi c’è anche Ricchi… da morire, Delitti in famiglia, dark comedy di John Patton Ford con Glen Powell che elimina i propri parenti uno ad uno per ereditarne il patrimonio, e riceve cinque stelle piene.

Pip: Cinque stelle per un serial killer simpatico. Il cinema ha i suoi criteri.

Mara: La recensione spiega perché funziona: il meccanismo del racconto in prima persona a un prete, con l’orologio che conta alla rovescia verso un’esecuzione, “ci tiene svegli, ci fa domandare come andrà a finire, e ci porta, quasi senza che ce ne accorgiamo, a parteggiare per qualcuno che forse non lo meriterebbe.” Dal 17 giugno al cinema.

Pip: Dal cinema alle montagne, allora.

Camminare nelle Terre Mutate: memoria e rinascita appenninica

Mara: Il reportage racconta quattro giorni a piedi da Norcia ad Amatrice, nel decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016. Non è una guida turistica: è, come scrive chi l’ha vissuto, “un tentativo di restituire qualcosa di ciò che si riceve quando si cammina lentamente attraverso un luogo ferito.”

Pip: Lentamente è la parola giusta, visto che parte del gruppo viaggiava con i muli.

Mara: Proprio così. Roberto Canali, mulattiere e guida di Ancarano di Norcia, gestisce la cooperativa La Mulattiera. La lentezza imposta dagli animali diventa la chiave del viaggio: non si può andare veloci, e quella lentezza, vissuta all’inizio come limite, si trasforma nel modo per vedere davvero il territorio.

Pip: E il territorio ha molto da mostrare.

Mara: Ad Arquata del Tronto il gruppo incontra Andrea Izzi, presidente di Arquata Potest, associazione nata dal nome dello Statuto comunale del 1470: “Arquata può.” Oggi gestiscono 150 chilometri di sentieri, incluso il Grande Anello di Arquata, unico in Europa a insistere su due Parchi Nazionali. Poi c’è Daniele Felli, carrozziere friulano che nel 2022 ha ritrovato tra i rovi una torre del Quattrocento nei terreni della nonna, e la sta restituendo alla luce.

Pip: Cresciuto nella ricostruzione del Friuli del ’76, torna a ricostruire sotto il Monte Vettore. Non è una coincidenza, è una vocazione.

Mara: Il suo sogno è preciso: “Vorrei creare una tappa per i viandanti. Un piccolo ristoro, tre o quattro casette, un chiosco. Non voglio un ristorante per lucrare: voglio un posto dove chi passa possa fermarsi, respirare, ricordare.” A Pescara del Tronto, cinquantadue nomi nel Parco della Memoria. Il reportage dice che non c’era nulla da commentare: solo da stare lì.

Pip: Alcune cose il linguaggio le lascia in piedi senza aggiunte.


Mara: Due film in sala e un cammino in montagna: alla fine parlano tutti della stessa cosa, la difficoltà di stare con ciò che non si capisce del tutto.

Pip: Alieni, eredi, macerie. La prossima settimana, chissà cosa porta Lo Spettatore Curioso.

Rispondi