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3 motivi per vedere “CREATURE, CREATORI. San Francesco e l’arte contemporanea” — recensione mostra

C’è una parola che Davide Rondoni definisce “profondamente rivoluzionaria”: creatura. Non un termine devoto, polveroso, da calendario. Una parola che squarcia il presente e ricorda che ogni cosa esiste dentro un mistero buono, che la rende amabile e degna di attenzione. È da qui che parte Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea, la mostra curata da Beatrice Buscaroli che apre al MAXXI il 22 maggio 2026 e che, attenzione, non è una mostra agiografica. È, per usare le parole della curatrice stessa, “una mostra rischiosa. Rivoluzionaria. Una mostra-invocazione.”

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Otto secoli dopo la sua morte, Francesco d’Assisi non è ancora finito. E l’arte contemporanea lo sa.


1. Uno sguardo, non un’icona

La scelta curatoriale di Beatrice Buscaroli è netta e coraggiosa: liberare Francesco dall’iconografia. Niente saio dorato, niente stigmate da manuale. Quello che interessa alla mostra è il modo di guardare del Poverello di Assisi, quella capacità di vedere nel reale non un ostacolo da superare, ma un mistero da amare.

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Il Cantico delle Creature diventa la bussola del percorso. Le opere della collezione MAXXI — Arienti, Canevari, Esposito, Lai, Manzoni, Spalletti, dialogano con lavori storici e contemporanei che spostano l’asse dalla figura del Santo alle sue intuizioni. Burri riflette sulla materia e sul tempo. Morandi sull’essenzialità. Giacomelli sul silenzio della terra. Morlotti sulla dimensione viva, pulsante del paesaggio. È un Francesco fatto di terra, luce e fragilità, non di marmo.


2. Il rischio dell’arte che si misura con il sacro

La sezione più sorprendente è quella delle opere inedite, commissionate appositamente: Jacopo Benassi, Chiara Calore, Aron Demetz, Fulvio Di Piazza, Marco Cingolani, Andrea Mastrovito, Alessandro Pessoli, Nicola Samorì. Otto artisti che hanno accettato quello che Rondoni chiama “il rischio di misurarsi con lui” e che in questo rischio possono ritrovare la necessità più profonda dell’arte: non esercizio di vanità, ma segno, invocazione, apertura.

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È qui che la mostra smette di essere una celebrazione e diventa qualcosa di più urgente. L’arte contemporanea, spesso autoreferenziale e smarrita, si confronta con una figura che non ha mai separato bellezza ed etica, libertà e responsabilità. Francesco, il parvolus, il piccolo, non è un modello da imitare. È uno sguardo da riscoprire.


3. Il MAXXI come luogo di confronto

Negli spazi dell’Extra MAXXI, il progetto trova una collocazione non casuale. Il museo nazionale delle arti del XXI secolo, promosso insieme alla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si conferma qui come un luogo capace di tenere insieme memoria culturale e sensibilità del presente. Non un tempio dell’arte contemporanea autoreferenziale, ma uno spazio di confronto vivo tra epoche, linguaggi e visioni del mondo.

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Il dialogo tra artisti del secondo Novecento e delle generazioni più recenti non è decorativo: è strutturale. Dice che l’eredità del Cantico non è archivio, è materia viva che continua a produrre significati.


Il voto dello Spettatore Curioso: ★★★★½


Viva l’arte.


SCHEDA TECNICA Titolo: Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea 

Sede: Extra MAXXI — Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma 

Date: 22 maggio – 20 settembre 2026 

Curatrice: Beatrice Buscaroli

Promossa da: Direzione Generale Creatività Contemporanea — Ministero della Cultura / Fondazione MAXXI

Nell’ambito di: Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi

Catalogo: Dario Cimorelli Editore 

Sito: maxxi.art

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