3 motivi per… lasciarsi portare a Parigi da Ute Lemper – RECENSIONE Concerto

Lasciarsi portare a Parigi da Ute Lemper – recensione concerto una città che non si visita, si abita nell’anima. Parigi non è una destinazione geografica per Ute Lemper, è il luogo dove una giovane attrice tedesca, dopo le repliche serali di Cabaret al Théâtre Mogador, andava a perdersi nelle notti ascoltando chansonniers in locali fumosi, innamorandosi di una forma d’arte che è, prima di tutto, letteratura. Paris Paris, il suo nuovo progetto presentato in prima assoluta italiana all’Auditorium Parco della Musica, nella splendida cornice della Sala Petrassi, è tutto questo: un viaggio nella memoria, nella poesia e nella vita.

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3 motivi per… lasciarsi portare a Parigi da Ute Lemper – RECENSIONE Concerto 2

1. Perché Parigi è anche una storia di donne

Édith Piaf. Marlene Dietrich. Barbara. Non sono solo nomi in scaletta: sono specchi in cui Ute Lemper si è guardata per costruire sé stessa. Sul palco romano, la Lemper ha reso omaggio a queste figure con un’intensità che va oltre l’interpretazione — è identificazione, gratitudine, quasi una preghiera laica. Ma accanto alle icone della chanson, ha portato in scena anche due figure più intime e dolorose: la madre, da cui si era allontanata per costruire la propria libertà artistica e con cui non ha fatto in tempo a riconciliarsi prima della morte; e la figlia Stella, con cui invece ha costruito un legame profondo e scelto. Due storie di separazione, due esiti opposti. Ute Lemper le ha cantate entrambe senza retorica, con quella voce che sa stare sul bordo del pianto senza caderci.

2. Perché la poesia francese merita di essere ascoltata dal vivo

Jacques Brel, Léo Ferré, Jacques Prévert con le musiche di Joseph Kosma, Charles Trenet: la scaletta di Paris Paris è una biblioteca sonora del Novecento europeo. Ma ascoltare queste canzoni nell’interpretazione della Lemper non è fare un’escursione culturale — è capire, forse per la prima volta davvero, perché si chiamano chansons: perché sono canzoni che pensano, che dubitano, che amano male e splendidamente. La scenografia evocativa, i rimandi visivi alla Parigi dei parchi, della Senna, delle notti stellate, completano un’esperienza che è cinema, teatro e concerto insieme.

3. Perché ha cantato Imagine come se fosse scritta adesso

Il momento più inatteso — e forse il più necessario — è arrivato con Imagine di John Lennon. Ute Lemper ha reimmaginato la canzone come un giro del mondo della pace: Roma, Parigi, Berlino, New York, Teheran, unite in un’unica visione. La sera prima dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran previsti per il 21 aprile, quelle parole hanno acquisito un peso specifico che nessuna sala da concerto poteva contenere del tutto. Non era nostalgia. Era urgenza.


Ute Lemper è una di quelle artiste che non si limitano a cantare la vita, la attraversano sul palco, portando con sé cicatrici e luminosità in egual misura. Paris Paris è uno spettacolo che lascia qualcosa addosso: la sensazione di aver ascoltato qualcuno che parla davvero, non soltanto di sé stessa, ma di tutto ciò che ci rende umani.


⭐⭐⭐⭐ (4/5)


Ute Lemper — Paris Paris
Auditorium Parco della Musica — Sala Petrassi, Roma
20 aprile 2026


Disclaimer: la musica non è la mia specialità principale, ma quando qualcosa mi emoziona ho il dovere di raccontarlo.


Viva la musica.

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