3 motivi per vedere “Io sono ancora qui”

Non solo un film, ma un messaggio urgente: “Io sono ancora qui”, che arriva nelle sale italiane dal 30 gennaio grazie a BiM Distribuzione, rappresenta una testimonianza che non possiamo permetterci di ignorare.

Tre motivi per vedere questo film:

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1. Una prospettiva intima sulla storia dei desaparecidos

Walter Salles, con una sensibilità rara, porta sullo schermo la storia vera di Marcelo Rubens Paiva e della sua famiglia, vittima della dittatura brasiliana degli anni ‘70. Raccontare i desaparecidos attraverso gli occhi di chi resta – la moglie Eunice, madre di cinque figli – rende il dramma universale e commovente. Il film non solo documenta, ma ci invita a vivere dall’interno il dolore, la lotta e la resilienza di una donna contro un potere oppressivo.

2. Uno stile visivo che ci immerge nella memoria

“Io sono ancora qui” si distingue per una regia che mescola immagini ravvicinate, filmati amatoriali e fotografie d’epoca. Questa tecnica non solo aumenta il realismo, ma trasforma lo spettatore in testimone diretto di un passato che si riflette in molte situazioni contemporanee. La macchina da presa si fa quasi un membro della famiglia Paiva, portandoci dentro la loro quotidianità e il loro dolore.

3. Un cast eccezionale e un racconto potente

Fernanda Torres, Selton Mello e Fernanda Montenegro – quest’ultima già candidata all’Oscar per Central do Brasil – regalano interpretazioni indimenticabili. La loro autenticità dà voce a una storia personale che diventa specchio di una nazione. Il film, vincitore della Migliore Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia, è anche un invito a riflettere sui regimi autoritari di oggi, ricordandoci quanto sia fragile la libertà.

Un dramma familiare e politico

Tratto dal romanzo autobiografico Sono ancora qui di Marcelo Rubens Paiva, il film si snoda tra l’orrore della dittatura e la forza dell’amore familiare. Walter Salles riesce a raccontare una pagina oscura del Brasile con delicatezza e profondità, evidenziando l’importanza della memoria per evitare che la storia si ripeta.

2 pensieri su “3 motivi per vedere “Io sono ancora qui”

    1. Sì, tra l’altro, vedere questo film nel momento in cui si svuotano le carceri siriane ed appaiono in rete i filmati delle camere di tortura ci mostra che il problema non appartiene al passato, ma è consuetudine in ogni regime autoritario. Ancora più triste è il fatto che abusi sui detenuti siano periodicamente documentati anche nel nostro paese che dovrebbe rappresentare una delle democrazie più evolute nell’Occidente. L’ordinamento giudiziario è nato per superare la legge del taglione, ma l’animo umano evidentemente si evolve molto più lentamente. Comunque, il film descrive bene la sofferenza di chi non riesce a mettere una parola fine sulla scomparsa di un proprio caro: di fronte ad una morte, seppur prematura violenta e ingiusta, si può trovare un senso, ma la scomparsa nel nulla di un proprio caro è inaccettabile…

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