…il film che mette in crisi l’idea stessa di amore perfetto
C’è una domanda che nessuno dovrebbe fare a cena con gli amici, soprattutto se il matrimonio è a pochi giorni di distanza: “Qual è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto nella vita?”. È sufficiente una frase — magari pronunciata senza nemmeno rendersene conto — per cambiare tutto. Per non poter rimettere il genio nella lampada. Da quella domanda, apparentemente innocua come un gioco alcolico tra amici intimi, nasce The Drama – Un segreto è per sempre, il nuovo film del norvegese Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson, prodotto da A24 con Lars Knudsen e Ari Aster, in sala dal 1° aprile.

Charlie Thompson (Pattinson) è un affascinante curatore museale britannico trapiantato a Boston. Emma Harwood (Zendaya) è una brillante editor di Cambridge. Si incontrano per caso in un caffè, si corteggiano con quella velocità travolgente che solo il cinema sa restituire, e decidono di sposarsi. Tutto funziona, tutto brilla, tutto sembra destinato al lieto fine — finché una serata con i migliori amici Mike e Rachel non fa precipitare ogni certezza. Emma confessa qualcosa di scioccante sulla sua prima adolescenza, nella periferia della Louisiana. Una rivelazione che non è subito un motivo di rottura, ma che si insinua lentamente, come un veleno, nelle fondamenta di un rapporto che sembrava inattaccabile.
1. Una coppia di attori che funziona davvero
Il film si regge — e non era scontato — sulla chimica tra i due protagonisti. Zendaya, in un registro più dimesso rispetto ai suoi lavori precedenti, costruisce Emma come una donna che ha cercato tutta la vita una tribù, una comunità, e l’ha finalmente trovata in Charlie e nel suo gruppo di amici. La sua vulnerabilità non è dichiarata, è fisica: nel modo in cui tiene il corpo, nelle scelte interne che le attraversano il volto con sicurezza agile. Pattinson, dal canto suo, rende Charlie un personaggio apparentemente solido e riservato — il britannico all’estero che osserva la società americana con gli occhi dell’outsider — ma capace di trasformarsi progressivamente in un concentrato di nevrosi e paranoie che strappano risate amare e, al tempo stesso, fanno riflettere. Funzionano perché si bilanciano: lei è immediata e emotiva, lui riduce e lavora sui dettagli. In scena, le loro differenze amplificano il reciproco talento.
Va detto che il lavoro preparatorio è stato lungo e scrupoloso: settimane di prove in cui Borgli, Zendaya e Pattinson hanno riletto la sceneggiatura ogni giorno, smontando i personaggi pezzo per pezzo, riscrivendo, discutendo, raffinando. Il risultato è una coppia che sembra vera, con una storia alle spalle che lo spettatore è portato a credere autentica.
2. Una commedia romantica che non ha paura del buio
Borgli — già autore di Sick of Myself e Dream Scenario — costruisce un film che parte dalle convenzioni del wedding movie e le sovverte dall’interno. Il titolo gioca su un doppio registro: drama è sia la finzione teatrale ricca di conflitti, sia la situazione reale improvvisa e carica di tormento emotivo. Non a caso, il punto di vista adottato è quello di Charlie — e lo spettatore si ritrova catapultato nel labirinto delle sue paranoie, nelle sue allucinazioni, nei gesti solo apparentemente inconsulti di un uomo che pensava di aver trovato la perfezione e si ritrova a fare i conti con qualcosa che non riesce a metabolizzare.
La commedia romantica diventa così un film sul limite morale, sull’ipocrisia della società perbene, su quanto vogliamo davvero sapere delle persone che amiamo. Borgli porta a Boston una sensibilità tipicamente scandinava — la città è stata scelta proprio per la sua intimità storica, più vicina nello spirito a una capitale nordica che a una metropoli americana — e costruisce intorno alla coppia un microcosmo di personaggi che funzionano come specchi deformanti: la damigella Rachel (Alana Haim, bravissima) che non riesce a perdonare, il migliore amico Mike (Mamoudou Athie) che cerca di tenere i fili insieme, un entourage che progressivamente si spezza.
La colonna sonora di Daniel Pemberton — compositore candidato a Golden Globe, Oscar e BAFTA — accompagna questo percorso con un tocco che amplifica il disagio senza mai sottolinearlo in modo didascalico.
3. Un film che pone domande scomode sull’amore
“Non esiste una soluzione oggettiva al dilemma di Charlie ed Emma, ma non siamo i nostri peggiori errori.” La frase chiave del film — quella che resta — potrebbe stare su una lapide o su un biglietto d’auguri di nozze, a seconda di come la si legge. The Drama non dà risposte. Mette sotto un microscopio spietato la fragilità della fiducia, la distanza tra chi siamo stati e chi siamo diventati, il rischio di condividere le parti più difficili di sé con la persona che si ama. E lascia il pubblico a fare i conti con una domanda che brucia: sareste in grado di perdonare? E cosa, esattamente?
Zendaya ha dichiarato che il film ha aperto conversazioni profonde ogni volta che lo ha rivisto con amici e familiari — sull’amore, sull’accettazione, sulla moralità. È questa la misura del suo valore: non tanto ciò che accade sullo schermo, quanto quello che accade dopo, nella testa e nel cuore dello spettatore.
Il limite: Borgli spinge forte e azzecca la premessa, ma alcune domande che il film solleva — sul genere, sulla razza, sulle ipocrisie della cancel culture — rimangono irrisolte e trattate in modo troppo superficiale. Il finale, pur coraggioso, fatica a reggere il peso delle aspettative che si sono accumulate lungo il percorso. Un’incompiutezza che, come nell’amore vero, lascia un retrogusto amaro — non del tutto insoddisfacente, ma indubbiamente presente.
Il voto dello Spettatore Curioso
⭐⭐⭐ 3/ 5
The Drama – Un segreto è per sempre è un film intelligente, ben recitato e capace di graffiare. Non rivoluziona il genere, ma lo percorre con uno sguardo creativo e una dose di coraggio che meritano rispetto. Vale la sala.
Scheda tecnica Regia e sceneggiatura: Kristoffer Borgli | Produzione: A24, Square Peg | Cast: Zendaya, Robert Pattinson, Alana Haim, Mamoudou Athie, Hailey Benton Gates | Fotografia: Arseni Khachatu
