La nuova commedia animata Disney Pixar porta sullo schermo Mabel Tanaka, una giovane appassionata di animali disposta a tutto pur di salvare la radura che ama fin dall’infanzia — minacciata dall’autostrada di un sindaco in cerca di rielezione. Quando scopre che la sua professoressa universitaria ha sviluppato una tecnologia capace di trasferire la coscienza umana in animali robotici, Mabel non ci pensa due volte: si infila in un castoro e va a parlare con i diretti interessati. Diretto da Daniel Chong (We Bare Bears — Siamo solo orsi) e con una colonna sonora di Mark Mothersbaugh dei Devo, Jumpers arriva nelle sale italiane il 5 marzo 2026.

1. Una protagonista che non si scusa di essere così
Mabel è chiassosa, combattiva, borderline esasperante. Il regista Chong ammette che il lavoro più lungo in fase di sviluppo è stato trovare come renderla credibile senza spuntarle le unghie. Il risultato è un personaggio che lotta per chi non ha voce con un’intensità che può mettere a disagio — e che non abbassa mai la testa. In un panorama in cui i personaggi femminili d’animazione vengono spesso levigati fino alla neutralità, Mabel è deliberatamente spigolosa. La sua rabbia è legittima, il suo metodo spesso caotico, la sua bontà mai sdolcinata. È raro, e vale la pena notarlo.
2. I castori come metafora — e come star meritatissime
Pixar ha scelto di mettere al centro una specie ignorata, e lo ha fatto per convinzione. I castori, ci spiega il film con la grazia leggera del miglior cinema d’animazione, sono gli “ingegneri dell’ecosistema”: costruiscono dighe, creano stagni, permettono a centinaia di altre specie di tornare a vivere. Fanno cose straordinarie semplicemente facendo il proprio lavoro, e nessuno li ringrazia. C’è qualcosa di dolorosamente familiare in questa descrizione. La consulenza della dottoressa Emily Fairfax, ecoidrologa specializzata nell’influenza dei castori sui sistemi fluviali, si sente — e questo è un complimento raro nel cinema mainstream. I dettagli hanno consistenza reale, e trasformano la finzione in qualcosa che assomiglia alla meraviglia.
3. Un film che dice la verità — e lo fa ridendo
Forse è vero che oggi solo i cartoni si permettono ancora questo tipo di franchezza. Jumpers parla di speculazione edilizia, di specie in pericolo, di chi ha potere e di chi non ha voce — e lo fa senza prediche, con ironia, con affetto, e con uno skateboard in mano. Mark Mothersbaugh, che con i Devo denunciava la de-evoluzione dell’umanità dagli anni Settanta, ha detto di essersi sentito profondamente in sintonia con il film. Non è un caso. Jumpers non è un film perfetto — il villain è un po’ piatto, qualche sequenza si allunga — ma è un film che sa dove vuole andare. E dove vuole andare è dalla parte giusta.
Il voto dello Spettatore Curioso ★★★★☆ 4/5
Forse è vero che oggi solo i cartoni si permettono ancora questo tipo di franchezza. Per una volta, siamo grati.
