Un esordio che accarezza il cuore e svela la verità nascosta nelle pieghe della famiglia

Vincitore del Miglior Film alla Festa del Cinema di Roma, Left-Handed Girl (La mia famiglia a Taipei) di Shih-Ching Tsou è uno di quei titoli capaci di sorprendere in silenzio, con grazia, sensibilità e un’intelligenza narrativa rara. Il film arriverà nelle sale italiane il 22 dicembre e merita di essere scoperto prima possibile.
È un racconto che profuma di vita vera: tenero, delicato, ricco di colori e di quella poesia urbana che appartiene solo a Taipei. La storia segue il ritorno della piccola I-Jing insieme alla madre e alla sorella maggiore, dopo anni trascorsi lontano. La vita nel mini appartamento claustrofobico e nel labirintico mercato centrale diventa lo specchio di una famiglia piena di contraddizioni e segreti, compressa in spazi reali e simbolici che sembrano non concedere tregua.
Al centro c’è un divieto curioso: perché I-Jing non dovrebbe usare la mano sinistra?
Per il nonno è “la mano malvagia”, portatrice di sfortuna. Per la bambina, invece, è l’unica via per esprimere sé stessa. Da questo contrasto nasce un viaggio che tocca il mito, la superstizione, la fragilità e la forza silenziosa delle relazioni familiari.
In realtà, il film parla soprattutto di menzogna e di dissimulazione: quelle piccole bugie, più o meno innocenti, che abbiamo imparato a raccontare per adeguarci alle aspettative sociali e familiari. Bugie che diventano gabbie.
Quando le tre protagoniste – madre, figlia maggiore e la piccola I-Jing – smettono di nascondersi, si aprono finalmente alla possibilità di una nuova vita.
Una vita fatta di respiro, speranza e libertà.
3 motivi per cui vale la pena vedere Left-Handed Girl (La mia famiglia a Taipei)
1. Una regia intima che trasforma gli spazi in emozioni
Shih-Ching Tsou costruisce il film come una danza discreta: il mini appartamento diventa un teatro di tensioni inesplose, mentre i corridoi del mercato di Taipei, brulicanti e quasi labirintici, fanno da contrappunto al caos interiore dei personaggi.
Gli ambienti non sono sfondi, ma veri personaggi: riflettono i limiti, le ansie e il desiderio di fuga della famiglia.
2. Tre interpreti femminili straordinarie
La madre, la sorella maggiore e la piccola I-Jing formano un trio magnetico.
Ognuna interpreta un diverso modo di sopravvivere alle aspettative altrui: la madre travolta dai debiti, la sorella in bilico tra dovere e adolescenza, la bambina che ancora non conosce il compromesso. La loro evoluzione emotiva è una delle grandi forze del film. Quando trovano il coraggio di liberarsi da divieti e condizionamenti, il film sboccia.
3. Un tema universale: le bugie che ci dividono, la verità che ci ricongiunge
Sotto la superficie tenera del racconto, il film affronta un nodo profondo: la menzogna come strategia di sopravvivenza sociale.
Tutti, in questa storia, nascondono qualcosa – per paura, per amore, per abitudine. Ma è proprio quando la verità affiora, grazie al gesto ribelle e poetico della “mano sinistra”, che la famiglia ritrova il contatto, la fiducia, la speranza.
Left-Handed Girl è un esordio che rimane dentro.
Un film che parla a chi ha paura di deludere, a chi cresce nelle fratture, a chi impara a scegliere la propria strada – anche quando è quella “sbagliata” agli occhi degli altri.
