Presentato a Venezia e in uscita nelle sale il 13 novembre, Il Maestro di Andrea Di Stefano è un film intenso e sorprendentemente intimo.
Con uno straordinario Pierfrancesco Favino nel ruolo di Raul Gatti e il giovane Tiziano Menichelli in una prova di grande sensibilità, il film si impone come una delle opere più forti e autentiche di questa stagione cinematografica.

🎭 1. Un film sulla fragilità maschile
In un mondo dominato da eroi perfetti, Il Maestro racconta la fragilità dell’uomo con sincerità e coraggio.
Favino dà vita a un ex campione in crisi, mentre Menichelli incarna la vulnerabilità di un adolescente costretto a misurarsi con sogni troppo grandi.
Anche la figura del padre — un ingegnere che pianifica la carriera del figlio come un progetto industriale — è attraversata da un’irrequietudine che rivela la paura del fallimento.
Tre volti diversi della stessa fragilità: quella maschile, spesso taciuta ma profondamente universale.
🎾 2. Il tennis come metafora dell’esistenza
Il tennis diventa lo specchio della vita: una sfida continua con se stessi, dove l’avversario più temuto è dentro di noi.
Andrea Di Stefano racconta questo sport come un campo di battaglia interiore, dove la tecnica lascia spazio alla psicologia, e ogni colpo rappresenta una possibilità di riscatto o di crollo.
Un modo elegante e potente per riflettere sul confine tra ambizione e libertà, disciplina e fragilità.
😌 3. Ironia e leggerezza come respiro del racconto
Pur affrontando temi come la sconfitta, la disillusione e il fallimento, Il Maestro conserva un tono leggero e ironico, che lo rende piacevole e mai pesante.
L’ironia, dosata con intelligenza, diventa un balsamo che accompagna lo spettatore, ricordandoci che la vita — come il tennis — si gioca anche nei sorrisi tra un punto e l’altro.
Un equilibrio raro che trasforma il film in un viaggio emozionante e, al tempo stesso, pieno di grazia.
In sintesi
Il Maestro è un film che parla a tutti, anche a chi non ama il tennis.
Un racconto profondo di fragilità, libertà e rinascita, interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino e Tiziano Menichelli, che conferma Andrea Di Stefano come uno degli autori più sensibili e maturi del cinema italiano contemporaneo.
🎬 IL MAESTRO – La fragilità dietro ogni colpo vincente
Titolo: Il Maestro
Regia: Andrea Di Stefano
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Di Stefano, Ludovica Rampoldi
Fotografia: Matteo Cocco
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche originali: Bartosz Szpak
Scenografia: Carmine Guarino
Costumi: Mariano Tufano
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Valentina Bellè, Astrid Meloni, Chiara Bassermann, Paolo Briguglia, Roberto Zibetti, Edwige Fenech
Produzione: Indiana Production, Indigo Film, Vision Distribution, in collaborazione con Memo Films, Sky e Playtime
Produttori: Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri, Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 118 minuti
Uscita al cinema: 13 novembre 2025
Presentato alla: 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Opera realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo
SINOSSI
Estate, fine anni Ottanta.
Felice, tredici anni, è il frutto di un’educazione rigidamente pianificata dal padre, deciso a farne un campione di tennis.
Per prepararlo ai tornei nazionali, l’uomo lo affida a Raul Gatti, un ex tennista che sostiene di aver raggiunto un ottavo di finale al Foro Italico.
Da quel momento inizia un viaggio lungo la costa italiana, tra sconfitte, bugie e incontri imprevedibili.
Felice scoprirà il sapore della libertà, Raul la possibilità di un nuovo inizio.
Tra i due nascerà un legame profondo e irripetibile — come certe estati che arrivano una volta sola e non tornano più.
