3 motivi per vedere “Cinque secondi”

Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, il nuovo film di Paolo Virzì è un racconto intenso di solitudini che si incontrano, ferite che si riaprono e nuove possibilità di rinascita. Con Valerio Mastandrea e Galatea Bellugi.


Ci sono film che non urlano, ma sussurrano. Che non cercano di colpire con effetti o melodrammi, ma con verità umanaCinque secondi di Paolo Virzì appartiene a questa categoria: è un’opera che parte in sottrazione e cresce di emozione scena dopo scena, trovando la sua forza nell’incontro tra due anime ferite che non avevano più nulla da aspettarsi dalla vita.

Adriano (Valerio Mastandrea) vive recluso nelle stalle ristrutturate di Villa Guelfi, dimora nobiliare caduta in rovina. Burbero, insofferente, con un passato che non vuole ricordare, sembra aver scelto l’isolamento come unica possibilità di sopravvivenza emotiva. L’arrivo di una comunità di giovani che occupa abusivamente la villa per coltivare la terra, vivere di autoproduzione e libertà alternativa, è uno sfregio alla sua solitudine conquistata a fatica. Vorrebbe cacciarli, ma non ci riesce. Perché tra loro c’è Matilde (Galatea Bellugi), una ragazza diretta, disarmante, incinta e priva di filtri, che non ha paura di nulla, tantomeno di Adriano.

Da un conflitto iniziale quasi western nasce una convivenza forzata, poi un confronto aspro, infine un legame profondo fatto di necessità reciproca. Virzì costruisce un film di terra e di carne, dove la vita esplode nei campi come nelle emozioni, e dove la natura diventa specchio dell’animo umano: selvaggia, imprevedibile, capace di tornare a germogliare anche dopo essere stata abbandonata.


Tre motivi per vederlo 

1. Si schiude lentamente come una rosa

È un film che cresce nel tempo e nel cuore. Inizia misterioso, quasi trattenuto, per poi rivelare una storia dolorosa e umanissima. Nulla è spiegato subito: lo spettatore scopre i traumi e il passato dei protagonisti gradualmente, costruendo empatia autentica. Un cinema che rispetta l’intelligenza di chi guarda.

2. È una potente metafora di rinascita

Il vigneto selvatico che torna a dare frutto è l’immagine chiave del film. Virzì celebra la forza ostinata della vita: anche ciò che sembra morto può rianimarsi grazie alla cura. Vale per la natura, vale per le persone. È un film che parla di paternità negata, protezione, responsabilità e seconde possibilità.

3. Le interpretazioni sono sincere e profonde

Valerio Mastandrea regala una prova attoriale trattenuta e potentissima: il suo Adriano è un uomo spezzato che torna lentamente a sentire. Galatea Bellugi è una sorpresa luminosa, intensa e vera, capace di reggere ogni scena con una naturalezza quasi ferina. A impreziosire il cast, una magnetica Valeria Bruni Tedeschi, ironica e struggente allo stesso tempo, come solo lei sa essere.

Conclusione

Cinque secondi è un film sulla vita che non si arrende al dolore. Commosso ma mai ricattatorio, malinconico ma capace di sorridere, duro ma attraversato dai gesti di cura più semplici e veri. Un cinema umano, vicino, necessario.


Scheda film

  • Titolo: Cinque secondi
  • Regia: Paolo Virzì
  • Anno: 2025
  • Durata: 105 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Cast: Valerio Mastandrea, Galatea Bellugi, Ilaria Spada, Anna Ferraioli Ravel, Valeria Bruni Tedeschi
  • Sceneggiatura: Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
  • Fotografia: Luca Bigazzi
  • Montaggio: Jacopo Quadri
  • Musiche: Carlo Virzì
  • Produzione: Indiana Production, Greenboo Production
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Presentato a: Festa del Cinema di Roma 2025

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