Il Lago di Campotosto, il più grande lago artificiale d’Abruzzo, è una meta capace di regalare scenari mozzafiato in ogni stagione. Da qui parte un percorso ad anello che sale verso la Laghetta e prosegue lungo le creste fino al Monte di Mezzo, offrendo al camminatore un’esperienza che unisce natura, storia e memoria.

Ecco i tre motivi per cui vale la pena vivere questa escursione.
1. Il fascino del camminare in cresta
Salire dalla riva del lago fino alle creste regala un senso di libertà raro: il sentiero corre in quota e si snoda su una dorsale che collega più vette, con la sensazione di “camminare sospesi” tra cielo e terra. Il continuo susseguirsi di saliscendi non è solo un esercizio fisico, ma un vero viaggio panoramico a 360 gradi.

2. Panorami sugli Appennini centrali
Dalle creste il colpo d’occhio è straordinario: a nord il Gran Sasso con il Corno Grande che domina l’orizzonte, a sud-est la Maiella, a ovest i Monti Sibillini e a sud i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Poche escursioni offrono una tale concentrazione di vette visibili in un unico sguardo. È il punto ideale per ricordare quanto l’Appennino sia un mosaico di paesaggi che cambia con la luce del giorno e con le stagioni.

3. La storia (e le polemiche) del Lago di Campotosto
Il lago che accompagna l’inizio e la fine del cammino non è naturale: fu creato negli anni ’30 con la costruzione di una grande diga, poi completata nel dopoguerra. L’opera trasformò radicalmente la zona, suscitando discussioni e polemiche legate all’impatto ambientale e alla memoria dei borghi circostanti. Oggi il lago è una riserva naturale, rifugio di uccelli migratori e cornice di paesaggi suggestivi, ma la sua origine ci ricorda come il rapporto tra uomo e natura sia sempre fatto di equilibri delicati.

Conclusione
Una passeggiata ad anello dal Lago di Campotosto fino al Monte di Mezzo non è solo un’escursione, ma un’esperienza che intreccia sport, natura e memoria storica. Camminare sulle creste, respirare l’aria sottile e osservare le vette degli Appennini ci fa sentire parte di un paesaggio immenso, capace di emozionare e far riflettere.
