Ferzan Ozpetek torna con un’opera che celebra l’universo femminile attraverso il linguaggio del cinema e del costume. Diamanti è un film corale che, come suggerisce il titolo, mette al centro le donne, vere protagoniste di una narrazione intensa e stratificata. Ambientato in un atelier che diventa quasi un santuario della creatività, il film racconta un mosaico di vite e relazioni, mostrando come le donne, create per brillare come diamanti, siano spesso appesantite dalle ombre degli uomini.
La storia si apre con il regista stesso (figura che nel film è invece interpretata da Stefano Accorsi) che convoca le sue attrici preferite per un nuovo progetto. La trama si sviluppa poi tra presente e passato, trasportando le donne in un’epoca dove il rumore delle macchine da cucire riempie un laboratorio popolato e gestito esclusivamente da figure femminili. In questo microcosmo, le protagoniste affrontano solitudini, passioni, ansie e legami indissolubili, intrecciando le loro vite reali con quelle dei personaggi che interpretano. Tra realtà e finzione, competizione e sorellanza, il film esplora le sfaccettature dell’universo femminile e del ruolo delle donne nella società.
Tre motivi per cui vale la pena vedere Diamanti:

1. Un cast femminile straordinario
Luisa Ranieri e Jasmine Trinca offrono una performance eccezionale, interpretando due sorelle segnate da dolori profondi che influenzano i loro rapporti. La loro recitazione trattenuta, ricca di sfumature, è una delle forze trainanti del film. A loro si affiancano Geppi Cucciari, con il suo tocco ironico e fedele alla sua personalità, una sorprendente Mara Venier in un ruolo materno e accogliente, e Kasia Smutniak, che incarna l’eleganza dei costumi con una presenza magnetica. Il cast è ulteriormente impreziosito dalla partecipazione di attrici come Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Nicole Grimaudo e Vanessa Scalera.
2. Una narrazione meta-cinematografica
Ozpetek apre e chiude il film con la figura del regista stesso, che osserva, immagina e crea, accompagnando lo spettatore in un viaggio tra fantasia e realtà. La narrazione mescola abilmente la vita delle attrici e dei personaggi, offrendo uno sguardo intimo e poetico sul processo creativo. La scelta di collocare le attrici in epoche diverse aggiunge profondità, mostrando la trasformazione fisica e caratteriale delle protagoniste, ma anche la continuità dei legami tra donne.
3. L’omaggio all’arte del costume
Il film è anche un tributo alla sartoria italiana, con riferimenti agli atelier storici e ai grandi costumisti come Piero Tosi e Danilo Donati. Gli abiti, protagonisti silenziosi, raccontano storie parallele e aggiungono una dimensione visiva unica al film. Tra i capolavori mostrati, spiccano costumi iconici come quelli indossati da Claudia Cardinale ne Il Gattopardo e da Romy Schneider in Ludwig. Il costume rosso centrale, realizzato con oltre 160 metri di tessuto, simboleggia la forza creativa e la dedizione delle donne, rappresentando un vero e proprio capolavoro collettivo.
Un ponte tra passato e presente del cinema italiano
Diamanti subisce, per certi versi, l’influenza di recenti successi del cinema italiano come C’è ancora un domani di Paola Cortellesi o Napoli, New York di Gabriele Salvatores. Ozpetek si inserisce in questa scia cercando di riproporre i fasti di un grande cinema italiano che per decenni è stato celebrato ma raramente reincarnato. Attraverso una narrazione che alterna nostalgia e innovazione, Diamanti si collega idealmente a quella tradizione cinematografica che univa storie umane universali a una raffinatezza estetica e narrativa.
Un viaggio nella memoria e nella creatività
Ferzan Ozpetek attinge ai suoi ricordi di gioventù, quando frequentava le sartorie teatrali e cinematografiche come aiuto regista, per creare un mondo vibrante e nostalgico. Diamanti diventa così anche un omaggio al passato e alla grande tradizione artigianale italiana, evocando l’incanto di un’epoca in cui i costumi erano opere d’arte uniche, frutto di dedizione e passione.
Note finali
Diamanti si distingue come un’opera che non solo celebra la bellezza e la forza delle donne, ma riflette anche sull’assenza maschile come elemento narrativo. Gli uomini, relegati a ruoli marginali o caricaturali, servono come strumenti per esaltare la centralità femminile. Un film che, come i diamanti, ha molte sfaccettature e una lucentezza che affascina.
CAST ARTISTICO
Alberta LUISA RANIERI
Gabriella JASMINE TRINCA
Regista premio Oscar STEFANO ACCORSI
Lucio marito di Gabriella LUCA BARBAROSSA
Giuseppina SARA BOSI
Rita moglie investitore LOREDANA CANNATA
Fausta GEPPI CUCCIARI
Paolina ANNA FERZETTI
Beatrice AURORA GIOVINAZZO
Carlotta tingitrice NICOLE GRIMAUDO
Nicoletta MILENA MANCINI
Bruno marito di Nicoletta VINICIO MARCHIONI
Nina PAOLA MINACCIONI
Ennio il segretario EDOARDO PURGATORI
Leonardo Cavani investitore CARMINE RECANO
Elena ELENA SOFIA RICCI
Eleonora LUNETTA SAVINO
Bianca Vega VANESSA SCALERA
Alida Borghese CARLA SIGNORIS
Sofia Volpi KASIA SMUTNIAK
Silvana MARA VENIER
Franca Zinzi costumista di teatro GISELDA VOLODI
Zia Olga MILENA VUKOTICE con:
Fattorino LORENZO FRANZIN
Facchino 1 ANTONIO IORIO
Facchino 2 ANTONIO ADIL MORELLI
Marco, marito di Nina VALERIO MORIGI
Vittorio, figlio di Nina DARIO SAMAC
Simone, figlio di Paolina EDOARDO STEFANELLI
Marcello, cameriere ERIK TONELLI
Durata: 135 minuti
Distribuzione: Vision Distribution
Al cinema dal 19 dicembre 2024
