Paolo Costella porta sul grande schermo una commedia irresistibile, capace di intrecciare momenti esilaranti e spunti di riflessione profonda.
Un appuntamento mancato e un errore nello studio di un celebre psicoterapeuta riuniscono sei pazienti affetti da Disturbo Ossessivo Compulsivo. Ognuno di loro è alle prese con una fissazione unica, che dà vita a situazioni comiche e al tempo stesso profonde:
• Federico (Claudio Bisio): affetto dalla sindrome di Tourette, non riesce a trattenere il suo turpiloquio… e non solo!
• Annamaria (Margherita Buy): maniaca del controllo, vive nel terrore di non aver spento il gas, le luci o di aver perso le chiavi della macchina.
• Emilio (Claudio Santamaria): socievole e ottimista, è ossessionato dal calcolo aritmetico e conta tutto ciò che lo circonda.
• Bianca (Valentina Lodovini): maniaca della pulizia, evita ogni contatto umano… una sfida impossibile nel gruppo.
• Otto (Leo Gassmann): non si separa mai dal cellulare, ossessionato dall’idea di perdersi qualsiasi opportunità lavorativa.
• Lilli (Ludovica Francesconi): perfezionista estrema, ripete tutto due volte… tutto due volte.
A completare il quadro c’è Sonia (Lucia Mascino), la segretaria logorroica e nevrotica, che prova disperatamente a mantenere la calma nel caos generale.
Nell’attesa che il professore si presenti, i pazienti decidono di improvvisare una terapia di gruppo autogestita. Tra litigi, confessioni e momenti di inattesa empatia, ognuno sarà costretto a confrontarsi con i propri traumi e a scoprire che, a volte, il primo passo per guarire è aiutare gli altri.
3 motivi per vedere questo film:

1. Un cast che conquista
Claudio Bisio e Margherita Buy guidano un ensemble di talenti straordinari: Claudio Santamaria, Valentina Lodovini, Leo Gassmann, Ludovica Francesconi e Lucia Mascino regalano performance uniche, trasformando ogni personaggio in una figura autentica e memorabile. La chimica tra gli attori rende ogni scena una gioia da guardare.
2. Risate intelligenti
Il film mescola comicità e temi profondi con grande abilità. I dialoghi brillanti e le situazioni surreali invitano lo spettatore a ridere, ma anche a riflettere sulle proprie ossessioni e sulle dinamiche relazionali. Ogni battuta è calibrata per divertire senza mai scadere nel banale.
3. Un messaggio universale
Sotto l’apparente leggerezza, il film lancia un messaggio importante: solo quando ci apriamo agli altri possiamo affrontare le nostre fragilità. Le manie dei protagonisti diventano una metafora delle piccole e grandi ossessioni che tutti abbiamo, offrendoci uno specchio per guardarci con più empatia e ironia.
Conclusione
Una Terapia di Gruppo è molto più di una semplice commedia: è un viaggio divertente e toccante, che celebra l’importanza dell’empatia e del sostegno reciproco. Un film che vi farà ridere di cuore, ma che vi lascerà anche qualcosa su cui riflettere.
Non perdete questa irresistibile sessione di terapia collettiva… al cinema!
