Dopo l’eccellente Death Is a Problem for the Living, il regista Teemu Nikki torna con 100 Litres of Gold, una commedia che prometteva di mescolare l’umorismo nero con il ritratto delle tradizioni finlandesi. Il film segue le disavventure di due sorelle di mezza età che, dopo aver bevuto tutto il sahti che avevano preparato per un matrimonio, devono lottare contro il tempo per salvare il loro onore e produrre altro. Tuttavia, nonostante le premesse intriganti e la regia competente, il film non riesce a raggiungere le vette del suo predecessore.
Ecco tre motivi per cui 100 Litres of Gold non convince del tutto:

1. Un tema potenzialmente brillante, ma poco sviluppato
L’idea di una commedia basata sull’amore per il sahti, la famosa birra finlandese, è originale e curiosa, ma il film non riesce a esplorare appieno il suo potenziale. Mentre Death Is a Problem for the Living affrontava con maestria temi profondi attraverso il filtro della satira, 100 Litres of Gold si limita a un intreccio leggero che non offre una riflessione altrettanto significativa. Il risultato è una storia che, pur simpatica, manca di incisività e lascia lo spettatore con la sensazione che potesse essere molto di più.
2. Personaggi simpatici ma stereotipati
Le due sorelle, interpretate da Elina Knihlä e Pirjo Lonka, sono senza dubbio divertenti e riescono a strappare qualche risata, ma la caratterizzazione rimane superficiale. Mentre in Death Is a Problem for the Living i protagonisti affrontavano dilemmi esistenziali che li rendevano complessi e tridimensionali, qui i personaggi sembrano più che altro caricature, impedendo al pubblico di creare una vera connessione emotiva.
3. Un ritmo che fatica a mantenere alta l’attenzione
A differenza del suo film precedente, dove la tensione narrativa era costruita con grande abilità, in 100 Litres of Gold il ritmo è incostante. Molte scene si dilungano inutilmente, appesantendo il film e spezzando la fluidità della trama. Nonostante i momenti di comicità, il film fatica a mantenere alta l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine, perdendo di slancio proprio quando dovrebbe ingranare.
In conclusione, 100 Litres of Gold ha buone intenzioni e momenti divertenti, ma non riesce a replicare il successo del precedente lavoro di Nikki. Per chi cerca una commedia leggera, potrebbe risultare piacevole, ma coloro che si aspettano una riflessione più profonda rimarranno delusi.
