3 motivi per vedere “Anime Galleggianti” @romacinemafest

Questa sera alla Festa del Cinema di Roma, in una proiezione presso il cinema Adriano, in una sala gremita ed alla presenza della regista americana che ha sviluppato la passione per la mitologia greca, grazie alle letture della madre insegnante, Anime Galleggianti di Maria Giménez Cavallo ha offerto una visione unica che intreccia la mitologia classica e la tradizione sarda, esplorando i confini tra la vita e la morte, il reale e l’immaginario. Un’opera ibrida che mescola l’etnografia visuale con un approccio documentaristico, creando un racconto affascinante e visivamente potente.

Ecco i tre motivi per cui vale la pena vedere questo film:

1. Un incontro evocativo tra mito e tradizione sarda

Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, il film ci trasporta nelle mistiche terre della Sardegna, dove i racconti di figure mitologiche come Proserpina, Euridice e Apollo si intrecciano con i riti ancestrali del Carnevale locale. Questi miti antichi trovano nuova vita grazie all’ambientazione, che li colloca in un paesaggio di bellezza naturale e spiritualità. Il regista usa la figura di Pitagora come filo conduttore, rendendo il viaggio tra i miti un percorso di riflessione sulla ciclicità dell’esistenza.

2. Una visione cinematografica unica e immersiva

Maria Giménez Cavallo dimostra una grande padronanza della narrazione visiva, combinando immagini suggestive con un ritmo narrativo che ricorda il flusso di coscienza. Le scene, filmate tra le montagne e i villaggi della Sardegna, ci immergono in una realtà magica, dove il confine tra uomo e natura si dissolve. La presenza del canto a tenore, tipico della cultura sarda, aggiunge una dimensione sonora coinvolgente che amplifica il senso di misticismo e connessione tra passato e presente.

3. Un film che esplora la ciclicità tra vita e morte

Il tema della trasformazione è centrale in Anime Galleggianti. Come i miti raccontati da Ovidio, i personaggi del film vivono mutamenti continui, incarnando l’eterna ciclicità tra la vita e la morte. Il Carnevale sardo, con i suoi riti arcaici e le maschere di capre con corna e pelo, diventa simbolo di questa ciclicità, celebrando l’equilibrio tra la fine e il nuovo inizio. L’opera diventa così una riflessione universale sul destino dell’anima e sulla sua capacità di mutare e rinascere.

Conclusione:

Anime Galleggianti è un film che va oltre la semplice visione: è un’esperienza cinematografica che invita lo spettatore a riflettere sui grandi temi dell’esistenza, utilizzando il mito e la tradizione come strumenti per esplorare l’anima umana. Con la sua estetica ipnotica e la sua narrazione poetica, il film di Maria Giménez Cavallo si distingue come un’opera d’arte unica nel panorama contemporaneo .

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