
1. Una storia drammatica e necessaria: “Nickel Boys” racconta una vicenda struggente che mette in luce le ingiustizie razziali del passato, ma con risonanze che si sentono ancora oggi. È un film che tocca corde profonde e ti lascia riflettere sulla condizione umana e la resistenza contro un sistema oppressivo.
2. Regia immersiva e coinvolgente: La tecnica di ripresa di RaMell Ross ci fa entrare nel mondo di Elwood, facendoci vivere la sua esperienza dall’interno. La sua capacità di usare immagini poetiche e soggettive crea un legame emotivo diretto con il protagonista, rendendo il film un’esperienza viscerale.
3. Interpretazioni potenti: Le performance di Ethan Herisse nel ruolo di Elwood e Brandon Wilson nei panni di Turner sono commoventi e piene di sfumature. La loro chimica sullo schermo aggiunge profondità alla narrazione e trasforma la loro amicizia in un punto focale emotivo che ti cattura dall’inizio alla fine.

Photo credit: Courtesy of Orion Pictures
“Nickel Boys” di RaMell Ross è un pugno nello stomaco che ti lascia senza respiro, un film potente che trasporta lo spettatore in un mondo di ingiustizie in cui i diritti delle persone di colore sono calpestati senza alcuna pietà. Tratto dall’omonimo romanzo di Colson Whitehead, vincitore del Premio Pulitzer, il film segue la drammatica storia di Elwood, un giovane afroamericano che, negli anni ’60, si ritrova in una famigerata riformatorio della Florida, la Nickel Academy. Qui, le sue speranze di un futuro migliore si scontrano violentemente con la brutalità di un sistema corrotto e razzista.
La regia di Ross è magistrale. Le sue scelte stilistiche, caratterizzate da riprese intime e soggettive, ci fanno vivere ogni momento dalla prospettiva di Elwood. Le inquadrature strettissime ci fanno percepire la sua paura, il suo dolore, ma anche la sua resistenza. Questa tecnica ci immerge completamente nelle sue lotte quotidiane, facendoci sentire il peso della discriminazione e dell’oppressione. È impossibile non empatizzare con il giovane protagonista, interpretato con intensità e delicatezza da Ethan Herisse, che trasmette una purezza e un ottimismo struggenti.
Il cuore del film, tuttavia, risiede nei rapporti umani che riescono a emergere anche in un luogo così oscuro. Il legame tra Elwood e la madre è di una dolcezza che spezza il cuore, un raro barlume di speranza in un ambiente dominato dalla violenza. Anche l’amicizia tra Elwood e Turner, un altro ragazzo intrappolato nella Nickel Academy, è una fonte di forza, nonostante le loro visioni opposte del mondo. Questa relazione è uno dei punti più toccanti del film, poiché esplora la lotta tra il desiderio di giustizia di Elwood e il cinismo disincantato di Turner.
La colonna sonora, composta da Alex Somers e Scott Alario, aggiunge una dimensione poetica al film, con toni malinconici che accompagnano perfettamente le scene più intense, amplificando la tensione e il dolore dei personaggi.
“Nickel Boys” non è un film facile da guardare, ma è una visione necessaria. Con una regia sensibile e interpretazioni potenti, Ross ci regala una storia che parla di sopravvivenza, resistenza e umanità, in un periodo in cui tali qualità erano spesso negate alle persone di colore. È un film che ti scuote e ti spinge a riflettere su quanto sia fragile la linea tra la giustizia e l’ingiustizia, una linea che, purtroppo, molti devono ancora attraversare oggi.
