Si è concluso il 19 novembre, con una giornata di musica e spettacolo in tutte le sale dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” la trentottesima edizione di Romaeuropa. Il festival, sotto la solita attenta Direzione Generale e Artistica di Fabrizio Grifasi, inaugurato il 6 settembre, ha proposto 138 appuntamenti e 300 repliche di spettacolo con oltre 500 artisti con 55.000 presenze complessive.

Abbiamo assistito al primo di questi spettacoli del gran finale, RE:incarnation di Qudus Onikeku, ecco tre motivi per cui vale la pena vederlo:

- Un viaggio attraverso la rinascita e l’identità africana: RE:incarnation racconta la trasformazione e la rinascita attraverso la danza, esplorando temi profondi come l’identità nigeriana e africana, il colonialismo e la corruzione. La performance è un’esperienza immersiva che porta lo spettatore a riflettere sulla monotonia della vita e a celebrare la cultura africana con una rinascita energica e vibrante.
- Coreografie vibranti e musica dal vivo: La danza e la musica si fondono in un’esplosione di energia. I ballerini eseguono movimenti dinamici che passano dalla rigidità robotica a una gioiosa esplosione di libertà e ritmo. La colonna sonora dal vivo, con l’afrobeat e l’hip hop, eseguita da Olatunde Obajeun e Fabiyi Abiodun, aggiunge intensità e autenticità all’esperienza, trasformando lo spettacolo in una festa di colori e suoni.
- Estetica afro e moda vibrante: Lo spettacolo colpisce anche visivamente grazie ai costumi colorati e all’estetica afro contemporanea. La moda è parte integrante della narrazione, con abiti rossi, gialli e jeans fiorati che avvolgono i corpi dei ballerini, esaltando la diversità fisica e culturale. Questo aspetto rende RE:incarnation una celebrazione della cultura pop nigeriana e dell’arte visiva africana, completando il messaggio di rinascita e trasformazione.
RE:incarnation è uno spettacolo che fonde la danza, la musica e la moda in un’esperienza unica, esaltando la ricchezza e la complessità della cultura africana contemporanea.

The 38th edition of the Romaeuropa Festival concluded on November 19th, with music and performances at the Ennio Morricone Auditorium Music Park. The festival, under the guidance of Fabrizio Grifasi, hosted 138 events and 300 performances with over 500 artists. One of the closing performances was RE:incarnation by Qudus Onikeku. Drawing from his life experiences in Lagos, Nigeria, Onikeku choreographs immersive dance performances exploring themes of Nigerian and African identity. The performance speaks about transformation and rebirth, expressing the monotony of life but reborn into a colorful celebration of African and Nigerian culture.
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