3 motivi per vedere “Palazzina LAF” #RoFF18

Ecco tre motivi per cui vale la pena vedere “Palazzina LAF” di Michele Riondino:

  1. Un potente ritratto del mobbing e delle dinamiche aziendali opprimenti: Il film porta alla luce una delle prime storie di mobbing in Italia, raccontando la vicenda degli operai confinati nella Palazzina LAF dell’Ilva di Taranto. Michele Riondino esordisce alla regia con una narrazione che denuncia l’abuso di potere e le strategie psicologiche devastanti utilizzate per piegare i lavoratori scomodi. Il film diventa così un affresco sociale che esplora l’impatto della deumanizzazione nel mondo del lavoro.
  2. Riferimenti cinematografici di forte impatto: “Palazzina LAF” richiama capolavori del cinema impegnato, come La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. Con una dose di surreale grottesco, la pellicola mescola dramma e ironia, offrendo momenti di amarissima comicità nel nulla opprimente della palazzina. Il film riprende tematiche classiche del cinema civile italiano, rendendole attuali e potenti.
  3. Un cast d’eccezione e interpretazioni intense: La presenza di attori come Elio Germano, Vanessa Scalera e lo stesso Riondino dona forza e autenticità al film. In particolare, Germano ricorda i personaggi paranoici di Gian Maria Volonté, offrendo una performance vibrante e carica di tensione emotiva. Il cast riesce a trasmettere il disagio e la frustrazione dei lavoratori, conferendo al film una profondità drammatica notevole.

“Palazzina LAF” è un’opera civile coraggiosa e attuale, che merita di essere vista per la sua capacità di intrecciare denuncia sociale, umorismo nero e un’analisi profonda delle ingiustizie nel mondo del lavoro.

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