Può uno spettacolo teatrale basarsi sulle semplici barzellette? Se ve lo state chiedendo, non siete soli: anche noi abbiamo avuto la stessa curiosità entrando al Teatro Vittoria di Roma per assistere al debutto di Barzellette, il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, coprodotto dal Romaeuropa Festival 2019. Quello che abbiamo trovato è un’opera che va oltre l’apparente leggerezza delle battute, trasformandosi in una riflessione profonda e al tempo stesso divertente sulle assurdità della vita.
Ma perché vale davvero la pena vedere Barzellette? Ecco tre motivi:

1. Un viaggio tra fantasia e realtà attraverso le barzellette
L’idea di costruire un intero spettacolo su un canovaccio fatto di barzellette potrebbe sembrare bizzarra, ma Ascanio Celestini riesce a trasformare queste storie apparentemente semplici in qualcosa di più. Sul palco, in un’atmosfera minimalista con una panchina, una luminaria e l’impassibile musicista Gianluca Casadei, Celestini ci porta in un viaggio che attraversa culture, tradizioni e luoghi. I racconti si susseguono come stazioni di un treno immaginario che, a sua volta, diventa metafora di una realtà in cui tutti siamo passeggeri temporanei.
Le barzellette, collegate tra loro in modo sorprendente, ci portano in Siberia, ad Auschwitz, in Africa, trattando temi profondi senza mai scivolare nella blasfemia. In questo gioco di leggerezza e profondità, lo spettatore viene trascinato in un susseguirsi di storie che riescono a far riflettere sorridendo.
2. Il genio narrativo di Ascanio Celestini
Celestini è un maestro del teatro di narrazione, e anche in Barzellette dimostra la sua capacità unica di coinvolgere il pubblico con la parola. Il suo talento sta nel rendere ogni storiella, per quanto breve o banale, una porta verso qualcosa di più ampio: una riflessione sulla vita, la morte, il destino. Celestini non si limita a raccontare barzellette, ma le intreccia in una trama che mette in risalto le nostre contraddizioni e le ipocrisie del quotidiano.
Il treno che vediamo partire e arrivare nelle sue storie diventa un simbolo della vita stessa: siamo tutti di passaggio, ma ogni fermata, ogni racconto, offre una lezione o una riflessione. Questo spettacolo ci ricorda che ridere di noi stessi è forse il modo migliore per affrontare la complessità dell’esistenza.
3. Un equilibrio perfetto tra leggerezza e profondità
Barzellette è uno spettacolo che si muove su un filo sottile: da un lato il sorriso, dall’altro la riflessione. Ascanio Celestini riesce a equilibrare il tono leggero delle battute con la profondità dei temi che tratta. Non mancano riferimenti a momenti tragici della storia, come Auschwitz, ma il tutto è gestito con una delicatezza tale da non risultare mai irrispettoso. Il risultato è uno spettacolo che fa ridere, ma che al tempo stesso tocca corde emotive più profonde.
Lo spettatore, inizialmente scettico di fronte all’idea di una serata fatta di barzellette, si ritrova a riflettere sul senso della vita, sulle destinazioni che ognuno di noi può raggiungere e su quanto, in fondo, siamo tutti protagonisti delle nostre piccole storie, proprio come i personaggi delle barzellette di Celestini.
Conclusione
Barzellette di Ascanio Celestini è uno spettacolo che sorprende, diverte e fa riflettere. Attraverso la sua straordinaria abilità narrativa e un uso sapiente delle storie popolari, Celestini crea un’opera teatrale che riesce a trasformare l’apparente leggerezza delle battute in un viaggio emotivo ricco di significato. Se cercate uno spettacolo che vi faccia ridere e al tempo stesso pensare, Barzellette è un appuntamento imperdibile.
