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3 motivi per vedere “KONTINENTAL ’25” – recensione film

C’è un parco divertimenti all’inizio di Kontinental ’25, il nuovo film del regista rumeno Radu Jude. Dinosauri di plastica, colori sgargianti, una promessa di evasione. E poco distante, negli angoli dimenticati di una Romania che ha imparato a correre senza voltarsi indietro, vivono gli esseri umani che quella corsa non sono riusciti a seguire. Ho visitato la Romania nei primi anni dopo la caduta di Ceaușescu. Ricordo un paese in macerie, certo, ma anche una vitalità disperata, una voglia di esistere che faceva quasi paura. Oggi quella vitalità ha prodotto crescita, ha prodotto lusso, e ha prodotto, inevitabilmente, i suoi scarti. Kontinental ’25, girato in pochi giorni con un iPhone 15, parla esattamente di questo.

3 motivi per vedere "KONTINENTAL '25" - recensione film 2

Eszter Tompa in Kontinental ’25

1. Guardare quello che preferiamo non vedere

Orsoloya è un’ufficiale addetta agli sfratti. Fa il suo lavoro, quello che la legge le impone. Quando caccia un senzatetto dal suo rifugio di fortuna e lui si toglie la vita, non ha commesso alcun reato. Ma la colpa morale che la travolge, quella che nessun tribunale potrebbe mai sancire, è la stessa che dovremmo sentire noi ogni volta che attraversiamo la città guardando dall’altra parte. Jude non ci assolve e non ci condanna. Ci chiede solo di stare lì, di non cambiare canale.

2. Un cinema dove tutto ha lo stesso peso

Girato con un iPhone 15 nel giro di pochi giorni, Kontinental ’25 ha però ogni inquadratura che respira con la stessa densità: i luoghi, le persone, i paesaggi urbani, i silenzi. Nulla è decorativo, nulla è funzionale a qualcos’altro. In un cinema sempre più abituato a mettere tutto al servizio della trama, Jude sceglie uno sguardo asciutto dove una stanza vuota ha la stessa dignità di un volto in primo piano. La forma cinematografica come scelta etica, non solo estetica.

3. L’ironia come forma di resistenza

Il terzo motivo è forse il più sorprendente. Kontinental ’25 è percorso da un’ironia costante, sottile, a tratti quasi crudele, che non risparmia nessuno e non sacralizza nessun tema. Anche nei momenti più pesanti c’è sempre un dettaglio, una situazione goffa, che spezza la solennità, non per sminuire, ma per ricordarci che in una società che ha perso la capacità di occuparsi del benessere interiore di chi la compone, anche il dolore rischia di diventare retorica.



KONTINENTAL ’25

di Radu Jude | Romania, 2025
In sala dal 25 giugno distribuito da I Wonder Pictures

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